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APERTO 9:30-19:30
S.P. 11 EX STAZIONE FERROVIARIA ULASSAI
aperto 9:30-19:30
SP 11 Ex Stazione ferroviaria Ulassai

Alessandra Piras_La terra che scorre. Ottobre 1951

Quel presentimento antico si stava avverando. La pioggia fu per molto tempo una colonna sonora alternata al silenzio della siccità.

Forti e coraggiosi, gli abitanti della valle, lo erano da sempre. Un popolo che per sopravvivere ha dovuto difendersi per secoli ha la forza già dentro di sé ed è abituato a tutto. Soprattutto alle avversità. 

La montagna stava per cedere sotto il peso di una colpa che non avevano. Non c’era tempo da perdere. L’apocalisse stava per compiersi ma il filo che unisce fratelli e sorelle uniti sotto lo stesso cielo è più resistente di qualsiasi catastrofe naturale.

La terra, quel maledetto giorno di metà ottobre del 1951 scorreva via, spazzata come briciole al vento dalla forza inesorabile della natura, mentre il cielo osservava torvo.

Costretti ad abbandonare le loro abitazioni costruite col sudore del sacrificio e dell’impegno dopo che essere stati superstiti precari nelle stesse mura.

La casa: espressione del sé. Luogo di confine, spazio vitale e bene primario, percorso di narrazione della loro vita.

Invece restavano solo i dubbi e poche certezze. Tenuti insieme in un lungo abbraccio e negli occhi la paura.

Così la piazza e le strade che per anni furono ritrovo per gli anziani, uscite spensierate per i giovani, incedere frettoloso per chi di passaggio, adesso potevano condurre alla salvezza prima che la frana compisse l’atto finale. Quella piazza e quelle strade che videro scorrere le esistenze dei suoi abitanti, ora scrivevano la parola fine. Gente non più sovrana nel territorio che li ha visti nascere e crescere. Voci inascoltate e aliene. Ma viene anche il momento di reagire e iniziare una nuova vita.

Ci aiuteremo. Ce la faremo.

Ci sarà un nuovo sentire e quel sentire è la fiducia nel futuro che trova nuova linfa. Ancora una volta.

Partire e ripartire per esplorare territori sconosciuti e costruire legami. Per fare nuove scoperte come il viaggiatore quando pensa a ciò che vedrà per la prima volta.

Il ricordo va oltre il passato, rende reale il presente e permette di guardare avanti. Dimostra che il senso di una comunità è reso più forte dai momenti difficili. 

Da qui si riparte, lasciando custodita la memoria. Coloro che restano hanno il potere più grande: costruire un domani migliore. Perché la frana ha la stessa forma del mondo che lo ha generato ma chi lo abita ne è la sostanza.

Alessandra Piras

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