Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Alessandro Melis_Frane e “costruzione di nicchia”

Secondo Jessica Merzdorf, del Goddard Space Flight Center della NASA, gli eventi climatici estremi, dovuti alla crisi ambientale, porterannno ad una maggiore frequenza di attività franose.

La deforestazione e la riduzione dell biodiversita’ agiscono come fenomeni di feedback positivo, incrementando ulteriormente frequenza ed effetti negativi delle frane.

In questo contesto, le costruzioni, attraverso il modo in cui concepiamo le citta’, sono presenti sia come motore del cambiamento climatico, sia come potenziali vittime dgli effetti negativi delle frane.

Traslata in architettura, questa condizione e’ un esempio della “costruzione di nicchia”, che, secondo la descrizione di Kevin Laland, è il processo mediante il quale gli organismi, attraverso le loro attività, modificano il proprio habitat.

Esempi di “costruzione di nicchia” includono i nidi e tane che garantiscono l’alternanza di condizioni fisiche e chimiche per gli animali, ma che, allo stesso tempo, influenzano la velocità del vento e l’alternanza del ciclo dei nutrienti da parte delle piante. In ecologia, quindi,  la “nicchia” è interpretata come l’insieme delle pressioni ambientali esercitate sulla selezione naturale di una determinata popolazione.

Euristicamente, gli insediamenti umani devono oggi rispondere alle pressioni ambientali, ai cui hanno contribuito le costruzioni del passato.

Nel caso della frana, la “costruzione di nicchia” corrobora gli obiettivi della resilienza, che implica l’uso di strumenti che mirano a processi sistemici di “attamento”, per rispondere agli impatti ambientali determinati dai rischi di spostamenti di masse sempre piu’ ferquenti in zone collinose, montuose o in vallate adiacenti ad esse. 

Dunque l’architettura deve rispondere contestualmente al rischio di evento catastrofico, alla riduzione dell’impatto ambientale sul territorio, e contribuire alla mitigazione della cirsi climatica su scala globale. 

La “costruzione di nicchia” e’ un ulteriore sintomo della necessita’ di una rivoluzione tassonomica in architettura, a cui il mondo dell’architettura sembra rispondere in modo reazionario secondo la logica del “business as usual”.

In architettura, per esempio i nostri riferimenti alla biologia restano ancorati alla visione di scala di progresso eurocentrico e pseudo razionalista anche quando la critichiamo, come nel caso dell’Architettura senza architetti di Bernard Rudofsky. Ci si è chiesto se questa interpretazione tassonomica “ad albero”, sia stata influenzata dalla diffusione dei diagrammi sull’evoluzione dell’uomo. dopo la pubblicazione dell’Origine della Specie di Charles Darwin. 

Nella biologia evoluzionista tutto ciò è stato discusso, digerito e superato da tempo, compresa la lettura ricapitolativa di Heckel. 

Le tassonomie contemporane, al di fuori dell’architettura, si basano ormai sui criteri di equilibrio puntiforme descritti da Niles Eldridge, mentre in architettura il pregiudizio su filogenesi e ontogenesi e fra decorazione e costruzione permane, con il suo portato di incomprensibilità e reificazioni. 

La tassonomia dell’architettura di Banister Fletcher, per esempio, criticata fino dalla meta’ del secolo scorso, sopravvive subliminalmente ancora oggi nell’immaginario degli architetti, ancora troppo artisti per accettare che funzionalismo e razionalismo non possano convivere, e troppo tecnici per accogliere la natura funzionale delle arti creative.

Come direbbe Michel Foucault: “dammi la tua tassonomia e ti dico come pensi”.

Il disegno-collage descrive la “costruzione di nicchia”: attraverso movimenti di massa e di roccia, frane ed erosioni, la componenti geologiche e antropiche alterano la tettonica di un territorio ed esercitano una equivalente pressione ambientale, a cui ogni abitante di quel territorio dovra’ rispondere.

Alessandro Melis

Architectural Exaptation: Geomorphologies.

Tecnica mista. Combinazione digitale di disegni a matita e china. 41.0×29.7. 2013-2020.

Fonti:

NASA

Kevin Laland (2020), Niche Construction, Oxford Bibliographies (https://www.oxfordbibliographies.com/view/document/obo-9780199941728/obo-9780199941728-0089.xml)

Leave a comment