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APERTO 9:30-19:30
S.P. 11 EX STAZIONE FERROVIARIA ULASSAI
aperto 9:30-19:30
SP 11 Ex Stazione ferroviaria Ulassai

Giampietro Niffoi_Il dubbio

Ora, credo. Allora, credevo. Fra noi, solamente il tempo a dividerci. Fra il me

stesso che ero e il me stesso che sono, ovvero, le mie due entità. Eppure, sento

che soltanto quella attuale mi appartiene. Come se, oramai, non potessi più

riconoscermi in quell’immagine, che il confine ha reso anacronistica, avulsa,

buffa, ridicola. O meglio, come se non volessi più vedermi, come se mi

rinnegassi.

Credevo, e credo. Non ha forse due significati, “credere”?

Dare certezza all’incertezza. Così, io credevo. Attribuire uno scopo

all’esistente, un ordine al caos. Così, io m’illudevo. Costruire una realtà fatta

di dogmi e principi cardinali, innalzare un tempio a un dio artificiale. Alla

matematica, alla ragione, alla giustizia cosmica. Alla speranza, all’avvenire. Al

sogno. A tutto ciò che è, in fondo, solamente la nostra ingenua utopia di un

mondo esatto. Questo è credere, voler fare a ogni costo dell’incertezza,

dell’indimostrabile più assoluto, un’adamantina certezza.

Dare per certo che tutto sia incerto. Così, io credo. Essere cosciente,

terribilmente cosciente, che uno scopo assoluto all’esistente non vada

neppure cercato, perché se esistesse sarebbe comunque impossibile

comprenderlo. E se esistesse, poi, un fine a cui una vita può tendere, spetterà

a ogni uomo cercare liberamente il proprio, errando, magari, inventando

sempre nuove vie da percorrere. È non avere più alcun timore del vuoto, della

fine, del nulla, e anzi desiderare di vivere, ancora di più, proprio perché essi

esistono. È essere consapevole, finalmente, che il caos, anche quello con il

grado più elevato di entropia, possiede in sé non soltanto un ordine, ma anche

una sublime bellezza. È riconoscere, come principio più alto della civiltà, al di

sopra di qualsiasi dettame, o scrittura o sacra legge, la libertà di coscienza di

ogni individuo, l’etica del suo amore, del suo bene. Così io sono certo che tutto

sia incerto. Così io sogno, stavolta veramente, in un mondo nuovo. Così io

credo. Credo nel dubbio, nella libertà, nell’intelligenza, nella luce.

E nella distruttiva, bellissima, catastrofica e magnifica frana che ha cancellato

i passati secoli, i nostri riferimenti, le nostre catene.

La frana, sì, causata dal dubbio.

Giampietro Niffoi

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