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Quaderno Scucito_Classe 5°A | Ulassai

Nell’opera “Fiabe intrecciate”, realizzata alla Stazione dell’Arte e dedicata da Maria Lai ad Antonio Gramsci, l’artista di Ulassai ha voluto, appunto, intrecciare “Legarsi alla montagna”, opera d’arte relazionale nel 1981, e la novella “Il topo e la montagna” di Antonio Gramsci.

Le due storie si intrecciano in un tema che è caro a Maria Lai: la frana, la minaccia incombente e inaspettata, imprevedibile e devastante, dalla quale si sfugge quasi per caso. O forse no. Si sfugge se si è capaci di stupore come la bambina della leggenda che, inseguendo un nastro celeste, va verso la salvezza. Il nastro è “bello ma insicuro, non sostiene ma guida, è illogico ma contiene verità, sembra irreale ma indica realtà più profonde” dice Maria Lai.

Nella novella di Antonio Gramsci la salvezza non arriva da una “sorpresa fugace” ma parte dall’uomo e dal suo fare, gli appartiene ed è il frutto del suo non restare indifferente al mondo che lo circonda e che necessita del suo intervento per poter essere salvato.

Un mondo che, strappato al pericolo dall’azione umana, sarà a sua volta strumento di salvezza per l’uomo e per il suo futuro e ciò avviene perché il topo “concepisce un vero e proprio piano di lavoro, organico e adatto a un paese rovinato dal disboscamento”.

Il bambino che promette e poi pianta gli alberi con la sua azione farà sparire le ossa della montagna, impedirà ai torrenti di devastare la pianura e impedirà frane e le devastazioni che esse causano.

I due artisti metaforicamente si incontrano, propongono soluzioni che partono dall’uomo e che all’uomo tornano. Un uomo che Maria Lai definirebbe forse “pesante di terra e di cielo”, e che Antonio Gramsci strappa all’indifferenza e predispone all’azione.

I due racconti nel mese di giugno del corrente anno, grazie a un gruppo di alunni della Scuola Primaria, ancora una volta si sono intrecciati nel “Quaderno scucito” nel quale la fiaba di Gramsci, semplicemente trascritta in fogli di acetato, si lega alle immagini, incollate su cartoncino avorio, realizzate dagli alunni con stoffe colorate. 

Il quaderno così rilegato in realtà può essere, appunto, in qualche modo “scucito”: assemblando tutte le pagine in acetato trasparente le scritte si sovrappongono e ricordano le scritte illeggibili e misteriose presenti in molte opere di Maria Lai. 

Unendo invece solo le pagine cartonate si realizza un quaderno di sole immagini che richiama i Libri cuciti dell’artista di Ulassai, i quali, proprio per l’assenza di didascalie, invitano a inventare infinite storie. 

Il “Quaderno scucito” è poggiato su un “leggio” in legno con, nella parte frontale, il disegno dell’opera “Fiabe intrecciate”. Nel retro è riportata invece l’immagine della bambina che tiene in mano il nastro celeste che si dipana dalle sue mani e, oltrepassate le montagne, conclude il suo percorso tra le pagine del Quaderno scucito realizzato dagli alunni, così come accade nell’opera Fiabe intrecciate

Il lavoro, realizzato proprio alla Stazione dell’Arte e premiato al Concorso “Immaginando Gramsci”, viene qui presentato perché “l’aspetto didattico e divulgativo” che la Stazione si era prefissa di curare inizia proprio dai bambini e dal loro presente. Parte dal presente ma innesca in loro prospettive e promesse di futuro non dimenticando ma nutrendosi di passato, di idee, pensieri e opere di artisti come Antonio Gramsci Maria Lai. 

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